I primi cento anni di nonna Carmela
Testo di Gabriella Morandi
Per lo stile di vita meno frenetico e più legato allo scorrere naturale del tempo, non ci sorprende che in alcune aree d’Italia l’età media della popolazione sia più elevata. Tutti abbiamo sentito parlare della “via dei centenari” che attraversa il cuore della Sardegna. Ma c’è anche un angolo di Lombardia in cui si vive di più, i
ncuneato tra Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Non troppo distante dalla metropoli convulsa, anche nell’Oltrepò montano non mancano storie di eccezionale longevità. Come quella di nonna Carmela, festeggiata a fine luglio in occasione del suo centesimo compleanno. Classe 1908, Carmela Palli coniugata Gandini, di professione maestra elementare, inziò la sua attività in una scuola privata ma ebbe a Oramala, un piccolo comune vicino a Varzi, il suo primo incarico statale, proseguito a Caglio, in provincia di Como, quindi nel Lodigiano, a Corte Sant’Andrea sul Po, nel Pavese a Travacò Siccomario e a Cava Manara e infine all’Istituto Ada Negri di Pavia. Di esemplare rettitudine e coerenza, i nipoti la ricordano bravissima a farli giocare, insuperabile nel leggergli “Pinocchio”, formidabile nell’insegnargli a fare gli gnocchi, ma anche nonna sui generis decisamente emancipata per i tempi: in gita con le amiche di Varzi ogni lunedì d’estate mentre il nonno a casa faceva il baby-sitter, accompagnatrice d’eccezione durante le prime vacanze in Grecia, viaggiatrice autonoma e intraprendente nella tratta Milano-Londra, dove abita tuttora la nipote Claudia.
I festeggiamenti sono iniziati lo scorso 23 luglio con una cena all’agriturismo “La Sorgente” di Varzi , dove la nonna ha trascorso una piacevole serata in compagnia del figlio Alberto, della nuora Paola e di nipoti e pronipoti. Lo stesso sindaco di Varzi, Ernesto Querciolli, e il parroco don Gianluca sono passati personalmente a farle gli auguri. Le celebrazioni sono continuate il 25 luglio con una gita al suggestivo eremo di Sant’Alberto di Butrio, meta preferita di Carmela per le sue più belle gite degli anni passati e dove la nonna-Cicerone ha sorpreso i suoi compagni di viaggio ricordando Frate Ave Maria, che in questo luogo per circa quarant’anni - dal 1923 al 1964 - condusse una vita straordinaria all’insegna del motto “essere felici” ma sempre nel nome della preghiera e della penitenza. La tappa successiva, dal singolare toponimo “Oramala”, ha emozionato particolarmente nonna Carmela riportando la sua memoria ai primi anni del suo
mandato quando, appena ventenne, proprio qui ebbe il suo primo incarico in un istituto statale. E proprio accanto alla scuola, chiedendo un’informazione, la nonna ha del tutto casualmente rincontrato un suo alunno: “Ma allora tu sei il Cesarino!”. E così Cesare Botti, 87 anni suonati, ha rivisto la sua maestra di quinta elementare, che come un odierno Pico della Mirandola ha ricordato che la classe di allora era formata da quattordici bambini, e anche le due sorelline di Cesarino. L’incontro e’ stato immortalato in una bellissima foto. Emozioni al cardiopalma domenica 27 luglio, con una messa in suo onore nella chiesa cittadina, dove Irene, una dei pronipoti, ha letto due speciali preghiere dei fedeli e il parroco ha definito la nonna “una perla di saggezza, esempio vivente di amore e fedeltà a Dio” e i cinque pronipoti seduti in prima fila “un esempio di ciò che ha saputo dare”. Al “Ristorante degli Alberti”, gestito dalla famiglia di uno dei nipoti di Carmela, i festeggiamenti si sono conclusi insieme a una sessantina di persone, tra parenti estesi e amici più cari. Certo nonna Carmela non si aspettava di rivedere proprio lì una ex collega e tre ex allieve: Elena Bensi, che le aveva scritto per anni anche dopo le elementari, Cecilia De Martino e Chiara Muggia, tutte compagne all’Istituto Ada Negri di Pavia. Che hanno sorpreso tutti mostrando temi dell’epoca, su foglio protocollo ingiallito rigorosamente piegato a metà, con tanto di giudizi oggi forse desueti ma simbolo di una severità ormai perduta. E finalmente la super nonna tutta d’un pezzo ha tradito l’emozione. Quelle gocce che rigano il viso appena segnato dalle rughe, nonna Carmela, ti hanno resa ancora più bella.
